Umberto Clerici

Violoncellista solista, camerista, primo violoncello in orchestra, docente, progettista culturale: in queste cinque dimensioni si può riassumere la ricca personalità artistica di Umberto Clerici.
Nato a Torino, comincia a studiare violoncello a tre anni con il metodo giapponese Suzuki, per poi diplomarsi presso il Conservatorio di Torino con Antonio Mosca. Il successivo perfezionamento con Mario Brunello e David Géringas gli apre nuovi orizzonti verso le dimensioni della fantasia e del rigore.
Nel 2000 vince il concorso indetto dalle ICO-Istituzioni Concertistico Orchestrali e intraprende la carriera solistica. Viene poi premiato allo Janigro di Zagabria, al Rostropovich di Parigi, e nel 2011 al Čajkovskij di Mosca (unico italiano premiato nella storia del Čajkovskij oltre a Mario Brunello).
Nel frattempo, si esibisce come solista in Italia e all’estero con orchestre come la Filarmonica di San Pietroburgo, la Russian State Orchestra di Mosca, l’Orchestra da Camera di Mantova, la Philarmonia Wien, la Filarmonica di Zagabria, l’Orchestra della Toscana e in alcune delle più prestigiose sale da concerto tra cui la Carnegie Hall di New York, il Musikverein di Vienna, la Great Shostakovich Hall di San Pietroburgo e l’Auditorium Parco della Musica di Roma. Nel 2012 esegue le Variazioni Rococo di Čajkovskij con l’Orchestra del Teatro Regio di Torino diretta da Valery Gergiev.
Accanto all’attività concertistica, la musica da camera e l’insegnamento ampliano la sua sensibilità.
Entrato nel Trio di Torino nel 2001, ne farà parte per quasi 15 anni, suonando nel frattempo anche in numerose formazioni cameristiche occasionali (con Mario Brunello, Itamar Golan, Sergej Krilov, Luis Lortie, Claudio Martinez Mehner, Andrea Rebaudengo, Pavel Vernikov e altri). A 23 anni diventa assistente al Mozarteum di Salisburgo, altra esperienza fondamentale nella sua crescita artistica.
Il mondo dell’orchestra gli consente di ampliare il repertorio orchestrale e fare esperienza delle interazioni che si sviluppano in formazioni musicali ampie. Come primo violoncello, collabora con la Filarmonica Toscanini di Lorin Maazel e, per alcune produzioni, con la Filarmonica della Scala; passa poi al Teatro Regio di Torino, con cui collaborerà per quattro anni.
La dialettica tra queste esperienze lo porta a innovare la formula tradizionale del concerto, considerato un vero e proprio progetto culturale. L’incontro con Claudio Martinez Mehner, nel 2011, stimola e rafforza questo processo, ulteriormente consolidato dal lavoro con Ferenc Rados.
Nel 2014 Clerici vince il concorso per Primo violoncello alla Sydney Symphony Orchestra e quello per docente di Violoncello all'Università di Sydney. Inizia così una fase nuova il cui primo frutto è il progetto interdisciplinare sul Don Quixote di Strauss, che vedrà la luce nel 2017.

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