Guida all'ascolto Concerto di Fine anno

La musica che accompagna la festività per celebrare il nuovo anno si lega al repertorio di valzer e polke della famiglia Strauss, la musica che a fine ‘800 ebbe una popolarità che varcò i confini europei e si impose come genere “leggero”, legato alla danza, antagonista della musica colta “ufficiale”. In effetti, questo repertorio seppe incarnare la crisi di un popolo e di un’epoca: il celeberrimo Sul bel Danubio blu fu scritto poco dopo la sconfitta degli Asburgo da parte della Germania di Bismarck, evento che anche simbolicamente rappresentò un momento decisivo verso la disgregazione dell’impero austriaco.

Di quella dinastia di musicisti capaci di creare un’imponente azienda musicale, Johann Strauss figlio (Vienna, 1825-1899) fu l’esponente più importante, arrivando all’epoca a toccare punte di popolarità planetaria paragonabile a quella delle popstar del giorno d’oggi.

Dotato di felicissima vena melodica, facilità di ispirazione (compose circa 500 titoli comprendenti 200 valzer, 140 polke, 50 marce e 18 operette, tra le quali la più famosa è Die Fledermaus), di un talento innato per la gestione manageriale dello spettacolo musicale, Johann junior cominciò a comporre valzer quando questo era un genere già consolidato, portandolo al più alto vertice artistico.

Le ambiziose introduzioni dei suoi valzer sono testimoni di una solida preparazione musicale, cui si unisce un uso personalissimo e originale della ricca tavolozza timbrica della strumentazione.

La capacità di sfruttare al massimo le potenzialità sonore ed espressive dell’orchestra è evidente in Trisch-Trasch Polka (che può tradursi grossomodo in “Polka del chiacchiericcio”) del 1858 e in Unter Donner und Blitz (“Tra tuoni e fulmini”) del 1868, vivacissima polka in cui viene descritta con grande efficacia una tempesta estiva. Del 1883 è invece il celebre valzer Frühlingstimmen (“Voci di primavera”), qui proposto nella versione originale per soprano e orchestra che Strauss scrisse sui versi del librettista Richard Genée.

Il valore della musica di Johann Strauss jr. fu riconosciuto dai più grandi musicisti dell’epoca, da Wagner a Berlioz, Liszt, Richard Strauss (che lo definì “il più amabile dispensatore di gioia”) e Johannes Brahms, il quale dichiarò che avrebbe voluto essere stato lui a scrivere la musica di Sul bel Danubio blu. L’immensa popolarità raggiunta in vita da Johann Strauss si misura con i numeri di alcuni mega concerti organizzati per l’esecuzione delle sue musiche, come quello del 1872 a Boston che contò un pubblico di oltre 100.000 persone. Alla sua morte, furono imponenti le esequie che gli riservò la città di Vienna, cui parteciparono migliaia di persone, ed è stato affermato che la sua scomparsa, più di quella dell’imperatore Francesco Giuseppe, abbia segnato la fine di un’epoca.

Alle musiche della famiglia Strauss si lega il concerto della Filarmonica di Vienna che il 1° gennaio di ogni anno si svolge nella Goldener Saal del Musikverein della capitale austriaca, divenuto uno degli appuntamenti musicali più seguiti al mondo. La prima edizione del Concerto di Capodanno si svolse il 31 dicembre del 1939 su iniziativa del direttore d’orchestra Clemens Krauss, che volle dedicare il concerto interamente alla figura di Johann Strauss figlio, con un programma in cui figurava, come nel concerto di stasera, anche l’ouverture di Die Fledermaus (Il Pipistrello), l’operetta del 1874 ritenuta il capolavoro del compositore austriaco. Al fortunato genere dell’operetta appartiene anche La vedova allegra (Die lustige Witwe), con la quale il compositore ungherese Franz Lehár (Komáron, 1870 – Bad Ischl, Linz, 1948) colse il suo primo successo internazionale nel 1905. Le melodie di Vo’ da Maxim allor e del duetto Tace il labbro sono due tra le pagine più celebri di questo lavoro scritto, come le altre operette di Lehár, nelle forme scintillanti e vivaci del repertorio leggero viennese legato alla famiglia Strauss.

Alla consolidata tradizione musicale del capodanno viennese, dal 2004 si è aggiunta la proposta italiana del Teatro La Fenice di Venezia, che il primo gennaio di ogni anno offre un programma che nella sua seconda parte (quella trasmessa televisivamente) è basata sul repertorio operistico italiano.

Il Concerto di fine anno proposto dall’ISA per la stagione 2019-2020 unisce queste due tradizioni, divenute ormai irrinunciabili per la celebrazione della festività, con un programma musicale che, se nella seconda parte comprende alcuni tra i maggiori successi del repertorio danzante viennese, nella prima contiene alcune delle pagine più celebri del Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini (Pesaro, 1792 - Passy, Parigi, 1868) e dell’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti (Bergamo 1797 - 1848). Sebbene i due compositori italiani non abbiano conosciuto in vita le folle oceaniche per un singolo concerto, come accadde a Johann Strauss, la loro musica ha contribuito a fare grande il melodramma italiano nel mondo e le note della Sinfonia del Barbiere e della romanza di Nemorino Una furtiva lagrima oggi continuano a risuonare nei teatri di ogni angolo del pianeta, costituendo un patrimonio fondamentale per il teatro musicale di tutti i tempi.