Pagine semplici

27 Giugno 2017

Federico Paci

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Nato nel 2001 ha iniziato lo studio del clarinetto con Simona Mariani all’età di 7 anni.

Attualmente studia con il padre M° Federico Paci ed è diplomando presso il Conservatorio Braga di Teramo, nella classe del M° Michele Marelli.

Sta seguendo corsi di perfezionamento presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con il M° Alessandro Carbonare.

A 12 anni, in anticipo rispetto all’età prevista, Giuseppe Federico Paci ha vinto l’audizione presso la prestigiosa JunyOrchestraYoung dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, dove suona tra i primi clarinetti ed è stato diretto da Antonio Pappano, Salvatore Accardo, Nicola Piovani e Simone Genuini.

È stato premiato al Concorso Rotary di Teramo (1° premio) e al Concorso Nazionale di Camerino (3° premio – 1° e 2° non assegnati), Lams Matera (1° Premio), Concorso Crescendo di Firenze (2° Premio).

Ha debuttato in pubblico con concerti in importanti Festival, come la “Settimana Mozartiana” di Chieti, “Racconti in Musica” di S.Benedetto del Tronto, “Wind Simphonic Festival” e per la Gioventù Musicale d’Italia di S. Benedetto del Tronto e Fermo.

27 Giugno 2017

Irene Gomez Calado

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Irene Gomez-Calado si sta rivelando come uno dei più interessanti giovani talenti della direzione d'orchestra. Nata in Spagna, a Siviglia, ha studiato direzione di coro e d'orchestra nei Conservatori di Musica di Siviglia e Parigi e ha completato un master presso l'Università della Sorbona. Tra i suoi insegnanti i direttori Gianluigi Gelmetti, Neeme e Paavo Järvi, Jorma Panula e Colin Metters. Quest'anno è invitata al Women Opera Makers del festival di Aix-en-Provence (Francia).  Ha diretto concerti in Spagna, Francia, Germania, Italia e America Latina. E' stata assistente di produzioni del festival di San Sebastian (Spagna), così come assistente di Enrique Mazzola all' Orchestra National d’Ile de France di Parigi e, quest'anno, di Paavo Järvi, al Teatro alla Scala di Milano.

ICMAQ 2017
ISA Conducting Masterclass L’Aquila 
Masterclass di Direzione d’Orchestra
L’Aquila 24 settembre/ 1 ottobre 2017
Ridotto del Teatro “Vittorio Antonellini"

Docente M° Ulrich Windfuhr
Orchestra Sinfonica Abruzzese

Masterclass realizzata in partnership con il Concorso Internazionale “Nino Rota” – dell’Orchestra ICO della Magna Grecia – MATERA 3 /9 ottobre 2017

 

ISA CONDUCTING MASTERCLASS RULES

MASTERCLASS DIREZIONE D'ORCHESTRA - REGOLAMENTO

APPLICATION FORM

ESERCIZI CONVENZIONATI  - AGREED HOTELS

SCHEDULE

Irene Gomez-Calado si sta rivelando come uno dei più interessanti giovani talenti della direzione d'orchestra. Nata in Spagna, a Siviglia, ha studiato direzione di coro e d'orchestra nei Conservatori di Musica di Siviglia e Parigi e ha completato un master presso l'Università della Sorbona. Tra i suoi insegnanti i direttori Gianluigi Gelmetti, Neeme e Paavo Järvi, Jorma Panula e Colin Metters. Quest'anno è invitata al Women Opera Makers del festival di Aix-en-Provence (Francia).  Ha diretto concerti in Spagna, Francia, Germania, Italia e America Latina. E' stata assistente di produzioni del festival di San Sebastian (Spagna), così come assistente di Enrique Mazzola all' Orchestra National d’Ile de France di Parigi e, quest'anno, di Paavo Järvi, al Teatro alla Scala di Milano.

29 Maggio 2017

Progetto Cage

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100 ragazzi tra alunni e studenti del Conservatorio “A. Casella” e delle sezioni musicali delle Scuole medie Mazzini e Patini dell’Aquila e del Liceo Musicale “A. Cotugno” protagonisti di una performance unica, sabato 20 maggio 2017 presso il Conservatorio di musica “A Casella dell’Aquila” (Via Francesco Savini) che ha coprodotto l’evento con l’Istituzione Sinfonica Abruzzese nell’ambito del cartellone del Festival L’Aquila Contemporanea Plurale 2017.

L’evento, realizzato in collaborazione con Kronaq, Associazione cronometristi italiani, promosso in collaborazione con il Comitato Perdonanza Celestiniana per il progetto "La Perdonanza nella scuola", rientra nell’ambito del programma EDU 2.0 che l’Istituzione Sinfonica Abruzzese porta avanti con l’obiettivo di promuovere presso i giovani la conoscenza e la pratica della musica d’oggi.

Maestro preparatore per l’ISA Tonino Battista che ha condotto un’attività seminariale presso le scuole coinvolte e per il Conservatorio.

Cento ragazzi hanno sperimentato le nuove modalità del suonare insieme e del fare orchestra previste da John Cage, il grande rivoluzionario della musica del Novecento, nel suo brano Seventy-four. La partitura è particolarmente adatta a strumentisti giovani, cui non è richiesto un grado particolarmente avanzato di abilità i quali, senza direttore, con l’unico vincolo di seguire tutti la stessa scansione temporale, regolata da un cronometro, si sono trovati ad essere allo stesso tempo orchestra e individui, liberi di scegliere ognuno per sé durate, dinamiche, modi di emissione delle note segnate da Cage. 

a completare il concerto un brano per coro misto di Philip Corner, compositore americano amico di Cage e residente in Italia, anche questo scritto con una notazione non tradizionale, e regolato – nel momento dell’esecuzione – dall’esito contingente di una serie di “provocazioni” reciproche tra i coristi. Maestro del coro la professoressa Rita Alloggia del Liceo Musicale “D. Cotugno”.

7 giornate di concerti, proiezioni, mostre, incontri dedicati alla cultura e all’arte contemporanea. Dal 17 al 26 maggio si è tenuto all’Auditorium del Parco, dopo la prima fortunata edizione dello scorso anno, L’Aquila Contemporanea Plurale, il festival della cultura del nostro tempo, organizzato da Associazione I Solisti Aquilani, Istituzione Sinfonica Abruzzese, Società Aquilana dei Concerti "Bonaventura Barattelli", Accademia di Belle Arti, Conservatorio di Musica “Alfredo Casella” e Università degli Studi dell’Aquila. Il festival è frutto del lavoro di rete portato avanti dai sei enti impegnati nel fare del capoluogo Abruzzese un luogo dinamico della cultura, sede privilegiata e riconosciuta di sperimentazione delle forme più innovative dell’espressione contemporanea, e quindi centro attrattivo per le nuove generazioni, cui principalmente è affidato un ruolo attivo nella ricostruzione e nel futuro della Città.
 
Inaugurazione mercoledì 17 maggio ore 18.00 con la mostra proposta dall’Accademia di Belle Arti dal titolo “Drawings” a cura di Sergio Sarra con opere di Valter Battiloro, Marco Brandizzi, Enzo De Leonibus, Franco Fiorillo, Stefano Ianni, Margherita Morgantin e Italo Zuffi. Seguirà la proiezione del corto L’Aquila in 5 minuti dell’Accademia di Belle Arti. 
 
Per la parte musicale la seconda edizione di L’Aquila Contemporanea Plurale ha proposto opere di 23 diversi compositori interpretati da grandi protagonisti del panorama internazionale. Il 17 maggio sul palco i noti jazzisti italiani, il bassista Enzo Pietropaoli e il percussionista Michele Rabbia“Cortoons”, in un concerto multimediale durante il quale hanno sonorizzato una serie di “corti” di animazione curati dal fotografo Alessandro D’Urso, scelti tra un ricchissimo catalogo, realizzati con le tecniche più disparate. 
Il 18 maggio protagonista l’Orchestra Sinfonica Abruzzese diretta da Fabio Maestri; solisti ospiti i violoncellisti Michele Marco Rossi e Fernando Caida Greco e il pianista Marco Scolastra. Musiche di Pasquale Corrado (prima assoluta), Ivan Fedele (prima italiana), Ivan Vandor, Philip Glass (prima italiana). Il concerto èstato preceduto da un’introduzione all’opera di Glass curata da Antonello Colimberti e da un incontro con i compositori Fedele, Vandor e Corrado.
"Roots of Traces" è il titolo del concerto performance di Michele Marco Rossi, violoncellista dei Solisti Aquilani, che il 19 maggio ha eseguito brani di Jonathan Harvey, Ivan Fedele, Giulio Ruvo, Alessandro Solbiati, Iannis Xenakis e Lucia Ronchetti.
Il 24 maggio concerto cameristico con il Quintetto dei Solisti Aquilani (Francesco Peverini, violino Azusa Onishi violino, Margherita Di Giovanni viola, Chiara Burattini violoncello e Alessandro Schillaci, contrabbasso) che, insieme al pianista Giovanni Cardilli e al clarinettista Roberto Petrocchi, hanno interpretato opere di Aldo Clementi, Franco Donatoni, Luciano Berio, Carlo Galante, Carlo Crivelli e Salvatore Sciarrino. Introduzione all'ascolto del musicologo Alessandro Mastropietro.
Serata dedicata a Hans Werner Henze il 25 maggio: l’Orchestra Sinfonica Abruzzese e Daniele Roccato, diretti da Tonino Battista, hanno eseguito il Concerto per contrabbasso e orchestra nella sua versione originale di cui realizzeranno contestualmente anche l’incisione discografica per la Wergo Schott di Magonza. Dedicata all’autore anche la proiezione - organizzata dall’Università degli Studi dell’Aquila – del nuovissimo docu-film Henze: la Musica, l’Amicizia, il Gioco (2017) della regista Nina Di Majo, ospite della serata. Completano il programma del concerto opere di Christopher Trapani (prima italiana) e Philip Glass con la partecipazione del Quartetto di Sassofoni Accademia. Prima del concerto incontro con gli autori Nina Di Majo, Christopher Trapani e con il solista Daniele Roccato. Al momento di confronto ha partecipato anche il Segretario generale della Fondazione Maxxi di Roma, Pietro Barrera per la prima volta protagonista di un incontro col pubblico aquilano.
Conclusione del festival venerdì 26 maggio con il pianista performer Francesco Prode che presenterà il suo progetto “Miroirs”: ovvero l’esecuzione dei 5 Miroirs di Ravel alternandoli con altrettanti brani composti da Alessandro Solbiati, Martino Traversa, Giorgio Colombo Taccani, Riccardo Panfili e Vittorio Montalti.
 
Evento straordinario (con ingresso gratuito) il 20 maggio alle 14.30 presso la cavea del Conservatorio di musica “A. Casella” dell’Aquila, che ha prodotto l’evento insieme all’ISA: cento ragazzi di licei e scuole medie hanno avuto la possibilità di sperimentare le nuove modalità del suonare insieme e del fare orchestra eseguendo senza direttore il brano Seventy-four del previste grande rivoluzionario della musica del Novecento John Cage.
 
Il manifesto della Seconda edizione del Festival l’Aquila Contemporanea Plurale è stato ideato da Bruna Esposito, grafica di Carlo Nannicola.
 

La prima edizione del Festival si è tenuta dal 4 all’8 giugno 2016 presso l’Auditorium del Parco all’Aquila. Sono state eseguite opere di trentatré compositori della scena contemporanea, tra cui prime assolute di giovani compositori italiani: Andrea Manzoli, Giovanni Dario Manzini, Fabio Massimo Capogrosso, e prime esecuzioni italiane di opere di Ivan Fedele, Erel Paz, John Adams e Nicola Sani.

Incontri con Ivan Fedele, Andrea Manzoli, Luca Lombardi, Flavio Emilio Scogna, Stefano Taglietti (4 giugno), Michele Dall’Ongaro, Giovanni Dario Manzini, Matteo D’Amico, Stefano Cardi (5 giugno), Erel Paz e Nicola Sani (6 giugno).

Concerti sinfonici e da camera con l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, l’Ensemble dei Solisti Aquilani, l’Ensemble Suono Giallo, l’Ars Trio, il Freon Ensemble. 

Importanti direttori come Tonino Battista, Marco Attura, Fabio Maestri e solisti affermati come il soprano Valentina Coladonato, il violoncellista Fernando Cajda Greco e il flautista Manuel Zurria, il pianista Michelangelo Carbonara.

Tutto il materiale grafico del festival è stato curato dall’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, e precisamente dai professori Carlo Nannicola e Sergio Sarra; quest’ultimo - che con le sue opere che spaziano tra la pittura, la scultura e l’installazione  ha partecipato alle Biennali di Venezia, Barcellona e l’Avana e a collettive in vari musei d’Europa – ha anche firmato l’immagine del Festival.

1984 – 2017 trentatré anni di musica insieme

Gaetano Di Bacco, sassofono soprano - Enzo Filippetti, sassofono contralto -Giuseppe Berardini, sassofono tenore -Fabrizio Paoletti, sassofono baritono

Il Quartetto di Sassofoni Accademia si è costituito nel 1984 ed è considerato a livello internazionale tra i gruppi italiani più attivi nel suo genere, mantenendo sempre la stessa formazione. Ha tenuto più di 1500 concerti in Italia e all’estero svolgendo 80 tournée in Europa, America del Nord e del Sud, Medio ed Estremo Oriente e Africa. Si è esibito per importanti Istituzioni musicali quali La Biennale di Venezia, Mozarteum di Salisburgo, Cappella Paolina al Quirinale a Roma, Teatro Teresa Carreño di Caracas, Palau de la Musica di Valencia, Conservatorio G. Verdi e Teatro Alfieri di Torino, Rossini di Pesaro, G. Verdi di Trieste, V. Emanuele di Messina e per i Festival Europalia a Bruxelles, Romaeuropa, Festival Pontino, Nuova Consonanza. Ha collaborato con solisti internazionali tra i quali C. Delangle, L. Castellani, B. Canino, M. Damerini, P. Gallois. Il quartetto è attivo sia nella commissione di nuove opere con più di settanta opere dedicate da importanti compositori quali E. Morricone, V. Fellegara, A. Gentile, F. Mannino, M. Di Bari e A. Romero, che nella ricerca composizioni originali del 1800. Ha inciso 15 CD per Nuova Era, Dynamic, Edipan, Iktius, BMG-Ariola. Ha tenuto corsi, master-class e conferenze a San Francisco, Parigi, Slovenia, Spagna, Turchia, Venezuela e Italia. I componenti sono professori di Sassofono nei Conservatori di Musica di Roma, Udine, Pescara e L’Aquila. Per la carriera artistica svolta è stato insignito del prestigioso “XXXIX PREMIO SCANNO”.

La parola agli autori

Pasquale Corrado: “Il mio brano è occasione per avviare una personale riflessione sull’idea di nascita, istante a partire dal quale l’individuo diviene tale e acquisisce quella totalità di diritti, primo fra tutti il diritto alla vita, che lo accompagnerà per il resto della sua esistenza. È il momento di massima potenzialità, in cui essere e divenire conservano ancora i tratti di un’unione appena deflagrata. La nascita che descrivo da un punto di vista musicale acquisisce la caratteristica del percorso gonfio di luce e meraviglia che ogni suono può sviluppare partendo da quel momento: il solco di una storia, la propria, caratterizzata da interconnessioni con altri suoni (differenti o affini) e moltiplicazioni, fino a una naturale scomparsa”.

Ivan Fedele: “Dioscuri è un'ulteriore tappa nella ricerca degli archetipi sottesi alla dialettica della relazione solo-tutti; una costruzione che affido, piuttosto che al principio imitativo classico costituito dalla sequenza ‘proposta – risposta’, al principio di risonanza intesa in tutte le sue accezioni come un'estensione eutrofica della dimensione dialettica della semplice eco. Il mito di Castore e Polluce, inseparabili Dioscuri, è la metafora della relazione primaria che lega i due solisti di questo concerto. Essi suonano quasi sempre in parallelo, essendo l'uno 'armonizzatore' dell'altro. È così che il disegno si plasma come bassorilievo, e i due violoncelli si trasformano in un iper-violoncello. I momenti dialoganti sono rari e limitati alle parti lente dove ciascuno strumento fa da risuonatore all'altro, in guisa di un 'violoncello d'amore' virtuale. Dioscuri  è un'elaborazione del mio Concerto per violoncello e orchestra (1996), molto rigorosa rispetto all'originale e basata su due procedimenti opposti, entrambi attuati sia in senso morfologico che spaziale: l'ingrandimento della parte solistica e la riduzione di quella orchestrale”. 

Ivan Vandor: “Questo brano è la prima parte di una composizione più ampia, ed è principalmente basato su movimenti o incontri di intervalli piccoli e su fermate, su sospensioni. Silences, infatti, oltre che ‘silenzi’, in francese vuole anche dire ‘pause’ in senso musicale. Le tre parole del titolo provengono dal poema La mort rose di André Breton, tratto dalla raccolta Le révolver à cheveux blancs, che, assieme al surrealismo in generale, fu uno degli amori significativi della mia adolescenza”.

Focus Glass Il Tirol Concerto per pianoforte e archi è il primo dei due Concerti per strumenti e orchestra di Glass proposti dall’ISA in questo festival per rendere omaggio agli ottanta anni del grande compositore americano. L’intervento del prof. Colimberti metterà in luce il grande influsso esercitato sulla cultura in generale da un autore la cui progettualità prese forma non a caso sulla scena artistica newyorkese, nelle gallerie, negli studi di registrazione, nei musei, in dialogo creativo con artisti come Sol Lewitt, James Rosenquist, Richard Serra e che poi – attraverso la realizzazione di grandi eventi spettacolari – approdò al teatro e al cinema. Il Tirol (anche conosciuto come Concerto n.1) fu commissionato a Glass nel 2000 dal festival Klangspuren di Stoccarda e pur essendo stato eseguito moltissime volte in tutto il mondo, non ci risulta essere mai stato ancora eseguito in Italia. Pubblicato nel quarto dei quattro volumi del The Concerto project, in cui Glass riunì i suoi otto Concerti per strumento solista e orchestra, utilizza un organico orchestrale di soli archi, di dimensioni quindi contenute, rispetto ai grandi organici sinfonici normalmente utilizzati da Glass, forse come implicito omaggio ad un altro Concerto n.1 per piano e archi, quello di Šostakovic. I Concerti di Glass, pur mantenendo lo stile minimalista, sono nel suo repertorio quelli che maggiormente manifestano la componente “classico/romantica” implicita nella sua scrittura. 

10 Maggio 2017

Ivan Vandor

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Nasce in Ungheria nel 1932 col cognome Weisz. Si stabilisce in Italia nel 1938 con la famiglia. A sei anni studia il violino, che abbandona per il pianoforte e la composizione. Dai 16 ai 22 anni è sassofonista di Jazz. Riprende gli studi musicali con Guido Turchi e si diploma in Composizione al Conservatorio e poi all’Accademia di S. Cecilia nelle classi di Goffredo Petrassi. Vince Concorsi Internazionali di composizione. E’ membro dei gruppi d’improvvisazione “Musica Elettronica Viva” (MEV) e “Nuova Consonanza”. Prende una laurea in Etnomusicologia all’Università della California in Los Angeles (UCLA), cui segue una ricerca nelle regioni dell’Himalaya sulla musica del Buddismo tibetano. E’ direttore dell’International Institute for Comparative Music Studies a Berlino (ovest) e fonda a Venezia la Scuola Interculturale di Musica. Scrive articoli ed un libro (“La Musique du Bouddhisme Tibetain”, Paris, Buchet/Chastel, 1974) e tiene corsi universitari in Italia e negli USA. Nel 1983 torna in Italia e insegna Composizione nei Conservatori di Bologna prima e poi di S. Cecilia a Roma. Le sue opere sono pubblicate da Suvini – Zerboni. Oggi vive a Giove in Umbria.