Pagine semplici

16 Ottobre 2018

Mujeres Project

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Il progetto della cantante Lucia Casagrande Raffi "Mujeres: Pasiones y Milagros al Sur", è un omaggio alla creatura magica della donna, dove la musica diviene linguaggio per celebrare diversità culturali, annullare barriere e unire persone di ogni razza.
La cantante umbra appassionata da sempre della cultura e civiltà sud-americana, conosce e canta in lingua spagnola. Molti brani proposti dal sestetto di voce e strumenti ( pianoforte, chitarra, percussioni, violino, contrabbasso), arrangiati dal pianista e compositore reatino Paolo Paniconi, sono una sintesi di tradizione ranchera, con particolare riferimento al Messico e contemporaneità più pop, fino a sfiorare il  genere cantautorale; pertanto sono compresenti  registri vocali e gamme sonore insoliti per una cantante di formazione classica, in unmezcalito di stili vocali apparentemente lontani tra loro, ma che danno ai brani una luce, un colore, una sensibilità peculiare.
Non mancano all'interno del progetto brani della tradizione folklorica cubana,venezuelana, panamense, argentina e spagnola, unitamente atesti romantici, politici, ironici, sofisticati e popolari allo stesso tempo.
Ispirata da cantanti leggendarie come Lucha Reyes, Amparo Ochoa, Mercedes Sosa, Chavela Vargas, molte canzoni sono legate alla sensualità latina piena di colore e calore, altre raccontano storie e si allacciano in parte alla pratica degli ex voto (La Llorona, La Sandunga, La Martiniana, La Bruja).  Le offerte votive appartengono a un’antichissima tradizione e in Messico, sono alla base della stessa nascita del culto della Vergine di Guadalupe, patrona del continente americano. Composti da una parte verbale e una parte iconica, hanno da sempre avuto la capacità di veicolare l’invisibile attraverso il visibile. Realizzati su latta, un materiale povero e facilmente recuperabile, descrivono e mescolano fatti quotidiani e disavventure personali, con  leggende e tradizioni popolari fortemente radicate nella cultura messicana, come i protagonisti del « Dia de los Muertos », scheletri e personaggi fantasmagorici che si aggirano tra i vivi nel giorno dedicato alla commemorazione dei defunti e che compaiono spesso in queste tavolette.
16 Ottobre 2018

Massimiliano Stefanelli

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Compiuti gli studi musicali al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, Massimiliano Stefanelli ha guidato, a partire dal 1986, numerose orchestre fra cui la CBSO (City of Birmingham Symphony Orchestra), l’Orchestra Sinfonica della RAI di Roma, l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, la Montreal Symphony, la Filarmonica di Bonn, la Israel Symphony Orchestra, la English Chamber Orchestra (con la quale ha inciso per la Channel Classics l’integrale dei concerti per flauto di W.A.Mozart), la Qatar Philharmonic (di cui è stato Direttore Principale), la Spoleto Festival Orchestra, la Charleston Symphony, la Toronto Symphony, l’Orchestra della Fondazione Arena di Verona e l’Orchestra Sinfonica della Fondazione “Arturo Toscanini” ed è stato ospite, a partire dal 1990, dei più importanti teatri italiani e internazionali (fra gli altri New York, Washington, Milano, Mosca, Roma, Firenze, Tel Aviv, Genova, Bonn, Siviglia, Napoli, Madrid, Catania, Cagliari, Santander, Parma, Piacenza, Ravenna, Modena, Ferrara, Bari), dirigendo il più importante repertorio sinfonico ed operistico.
A partire dal 1986 ha studiato e affrontato la gran parte del repertorio classico, romantico e tardo-romantico, sia sinfonico che operistico (principalmente italiano e tedesco), mantenendo un costante rapporto con la produzione contemporanea.
Dal 1990 è stato inoltre ospite di rinomati Festivals internazionali quali The Wolf Trap Festival di Washington, Bilbao, e lo Spoleto Festival USA, ottenendo sempre ottimi riconoscimenti.
Dal 1993 al 1996 è stato Vicedirettore Artistico del Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli” di Spoleto e, nel 1996 e nel 1997, è stato Direttore Musicale della serie di concerti Intermezzi dello Spoleto Festival USA, laboratorio di interpretazione musicale che ha visto esibirsi, a fianco di importanti artisti chiamati da tutto il mondo, giovani talenti da lui appositamente selezionati.
Attualmente ricopre la carica di Direttore Artistico e Direttore Musicale dell’Istituzione “Fondazioni all’Opera” che promuove e realizza le attività Liriche dei teatri di Abruzzo e Marche.
Le sue interpretazioni si sono sempre distinte per originalità ed innovazione stilistica, caratteristiche che gli hanno conquistato l’unanime consenso di pubblico e critica.
Nel 2001 hanno inizia una serie di fortunate collaborazioni con Franco Zeffirelli e l’Orchestra Sinfonica della Fondazione “Arturo Toscanini” di Parma che hanno dato vita alla celebre Aida (edita in DVD da RAI Trade) con la quale si sono inaugurate nel gennaio del 2001 a Busseto le celebrazioni per i cento anni della morte di Giuseppe Verdi e la splendida La traviata dell’anno successivo. Entrambe le produzioni, tuttora in tournée (promettono di raggiungere a breve la gran parte dei teatri internazionali), dopo aver mietuto grandi successi nei maggiori teatri italiani, hanno trionfato al Teatro Bolshoj di Mosca nel dicembre 2003 (La traviata) e nell’ottobre del 2005 (Aida) e sono state  entrambe premiate dalla stampa russa come “…miglior spettacolo dell’anno”. Analogamente calorosissima è stata l’accoglienza riservata dalla stampa e dal pubblico ai Pagliacci (ancora con Franco Zeffirelli) che il M° Stefanelli ha diretto per il Teatro del Cremlino di Mosca e per il cinquantesimo anniversario della fondazione dell’Hellenic Festival di Atene, importantissimo festival internazionale che annualmente si svolge nella splendida cornice del Teatro di Erode Attico.

Più recentemente il Maestro ha collaborato con le più importanti Orchestre e ha inaugurato le stagioni liriche della Israeli Opera di Tel Aviv con La traviata e Mefistofele, tornando poi alla Israeli Opera con Il trovatore, mentre con un’altra interpretazione de La traviata, definita “straordinaria” dalla critica spagnola, ha inaugurato la 55a edizione del Festival Internacional di Santander e l’ultima stagione della rassegna estiva de “Los Veranos de la Villa” di Madrid,
Ancora La traviata, questa volta con la spettacolare regia areniana di Graham Vick, è stato il titolo con il quale ha debuttato con la Birmingham Opera Company alla guida della prestigiosissima City of Birmingham Symphony Orchestra (CBSO), debutto che gli è valso il più ampio riconoscimento da parte della più importante stampa nazionale inglese e che gli è valso l’assegnazione, con gli altri, dell’ambitissimo Royal Philharmonic Society Music Award. Poi ancora Romeo et Juliette di Hector Berlioz al Teatro San Carlo di Napoli, ancora con Franco Zeffirelli per La traviata, Pagliacci, Tosca e Aida e nuovi allestimenti di La boheme, Mosè in Egitto, il Trittico pucciniano, Manon Lescaut, Macbeth e Il trovatore. Reduce da due importanti successi con Aida e Carmen eseguite per l’Opera di Tenerife e un fortunato tour in Cile, è atteso in Qatar per un nuovo importante progetto con la Qatar Philharmonic.

ANTONÍN DVOŘÁK
 
Concerto in si minore per violoncello e orchestra op.104
Allegro – Quasi improvvisando: Adagio ma non troppo – Finale: Allegro Moderato
 
Sinfonia n.9 in mi minore op.95  “Dal Nuovo Mondo”
Adagio, Allegro molto – Largo – Scherzo: Molto vivace – Allegro con fuoco
 
Nell’ambito delle cosiddette “Scuole nazionali”, che rappresentarono un’esperienza fondamentale nella cultura musicale europea della seconda metà dell’800, la figura di Antonín Dvořák (Nelahozeves, 1841 – Praga, 1904) si impone come una delle personalità di maggior rilievo. Della tradizione musicale ceca Dvořák è, con Smetana e Janacek, il maggior rappresentante,  presentando caratteristiche stilistiche personali che, per molti versi, lo distinguono nettamente dagli altri due. Il suo linguaggio musicale trova piena compiutezza nella musica strumentale e si inserisce nel solco del grande romanticismo tedesco, innestando nelle forme strumentali classico romantiche elementi della musica popolare boema. Ma l’uso dell’elemento popolare in Dvořák non è mai diretto, non avviene mai cioè come citazione di melodie tratte dal folklore, ma l’influenza del popolare va piuttosto cercata nelle caratteristiche stilistiche assimilate in anni di studio e di ricerca condotti su quei repertori.
Quest’influenza produsse come risultato uno stile caratterizzato da una freschezza melodica e una propensione alla semplicità di tipo popolare, integrate in un solido controllo delle strutture formali della sinfonia classica, ingredienti che produssero una grande popolarità alle opere di Dvořák, il quale ebbe in vita grandi riconoscimenti personali e la cui fama lo portò anche ad avere nel 1892 la direzione del Conservatorio di New York.
Il trasferimento negli Stati Uniti fu l’occasione per il compositore per studiare la musica popolare che quel paese esprimeva, quella dei canti dei canti dei neri e dei nativi americani, elementi che si ritrovano nella produzione di quegli anni che comprende il Concerto per violoncello e orchestra e la celeberrima Sinfonia dal nuovo mondo.
Dei due concerti scritti da Dvořák per violoncello, solo Il Concerto in si minore op.104  è rimasto nel repertorio, mentre il primo, del 1865, è considerato un lavoro giovanile lasciato peraltro in una versione per violoncello e pianoforte. Composto durante il suo secondo soggiorno americano tra novembre 1894 e febbraio 1895, questo lavoro sembra più ispirato alla musica boema che alle nuove suggestioni americane. Scritto per Hanus Wihan, violoncellista del quartetto boemo e amico di Dvořák, il concerto fu eseguito per la prima volta a Londra il 19 marzo 1896 sotto la direzione dell’autore e interpretato dal violoncellista Leo Stern.
Dei tre concerti solistici di Dvořák rimasti in repertorio (gli altri due sono quello per pianoforte op.33 e il Concerto per violino op.53) il Concerto in si minore per violoncello op.104 è il risultato più maturo nel genere e sicuramente quello più celebre e amato. La felice vena melodica del compositore si unisce qui al sapiente uso dell’orchestra e al trattamento dello strumento solista, di cui esplora tutte le potenzialità timbriche ed espressive. Nella concezione generale del brano emerge il ruolo centrale dell’orchestra, che partecipa attivamente nell’individuazione di temi e strutture, senza peraltro mai sovrastare il timbro scuro del violoncello solista. La tormentata passione e l’inquietudine sono le caratteristiche che risaltano in questa opera intensa, dove il fervore romantico che la caratterizza è evidente già dal tema del primo movimento Allegro, in cui la parte solistica vira continuamente da un’espressività cantabile a un marcato virtuosismo, intessendo un dialogo continuo con l’orchestra. Dialogo che si fa più intenso nel secondo movimento Adagio ma non troppo, forse la pagina più ispirata dell’intera composizione, in cui sono soprattutto i legni dell’orchestra (il flauto, il clarinetto e poi l’oboe) a conversare con la linea del solista. L’Allegro moderato finale si presenta con un tema ritmicamente incisivo e ben definito che conduce a una conclusione di grande effetto, mentre in uno degli episodi secondari viene ripresa una melodia del secondo tempo, secondo il procedimento ciclico usato in maniera sistematica nella Sinfonia “Dal Nuovo Mondo”.
 
Il linguaggio di Dvořák si espresse pienamente nelle sue ultime cinque sinfonie, che furono anche quelle che il compositore prese seriamente in considerazione, visto che le prime quattro non le ritenne degne neppure di darle alle stampe. La numerazione delle sinfonie non segue dunque l’ordine cronologico della loro composizione ma quello in cui vennero editate.
La Sinfonia n.9 in mi minore ”dal Nuovo Mondo” (che nel catalogo delle opere a stampa è indicata come n.5) è l’ultima e certamente la più famosa delle sinfonie di Dvořák. Composta tra il dicembre 1892 e maggio 1893, vide la sua prima esecuzione alla Carnegie Hall di New York il 16 dicembre di quell’anno con la direzione di Anton Seidl, riscuotendo un clamoroso successo. Come più volte dichiarato dall’autore, questo lavoro è largamente ispirato alle musiche dei nero-americani e dei pellerossa, repertorio di cui il compositore subì il fascino e che fin dal suo arrivo nel continente americano aveva cominciato a trascrivere e a studiare.
Ma anche qui, come nel resto della sua produzione ispirata dalla musica popolare ceca, Dvořák non utilizza mai citazioni precise di melodie del patrimonio musicale da cui trae ispirazione, il quale è invece filtrato e mediato attraverso la sensibilità e la cultura europee.
In tutta la sinfonia è largamente utilizzato il procedimento ciclico, con il tema dell’Allegro molto iniziale ripreso più volte nel corso di tutta la composizione. Al clima delicato e disteso del Largo, con la melodia annunciata dal corno inglese, si pone in contrasto lo Scherzo, dalle dimensioni più dilatate del consueto per la presenza del doppio trio. Conclude l’Allegro con fuoco finale, con il più celebre tema della sinfonia che trova ampio sviluppo unitamente alla ripresa degli altri motivi apparsi negli altri movimenti.
 
Gianluca Sulli
24 Settembre 2018

Alessandro Deljavan

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Nato da madre Italiane e padre Persiano, Alessandro Deljavan inizia lo studio del pianoforte prima dei due anni e debutta in pubblico all’età di 3 anni. 

Si è esibito in tutto il mondo: Austria, Belgio, Cina, Colombia, Danimarca, Francia, Germania, Italia, India, Israele, Giappone, Corea del Sud, Polonia, Russia, Slovacchia, Svezia, Svizzera  Stati Uniti e Cuba. 

Dicono di lui critica ed importanti musicisti: 

“ Il pianista italiano Alessandro Deljavan ha reso il Secondo Concerto di Rachmaninov un’esperienza entusiasmante” Scott Cantrell, Dallas Morning News

 “ è uno dei più interessanti pianisti che abbia mai sentito nella mia vita"  Fu Ts’ong, eminente pianista e didatta

 “ il suo approccio pianistico è ricco di forza intensa e contagiosa abilità artistica”  Dmitri Bashkirov, eminente pianista e didatta

 “ è uno dei più grandi talenti della sua generazione ed uno dei pochi pianisti che ascolterei a qualunque costo”  John Perry, eminente pianista e didatta

 

Alessandro Deljavan ha vinto importanti premi in concorsi fra cui: “Concours musical de France” (Primo premio, Parigi,1996), Hummel Competition (Secondo Premio, Bratislava, 2005), Gina Bachauer Young Artist Competition (Quinto Premio, 2005), Cliburn Competition (Premio della Giuria John Giordano, 2009), Isangyun Competition (Secondo Premio, Tongyeong, South Korea, 2010), and Cliburn Competition (Premio della Giuria Raymond E. Buck, 2013).

Alessandro si è esibilto con numerose orchestre fra le quali l'Orchestra del Teatro Mariinsky, Fort Worth Symphony Orchestra, L’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, l'Orchestra Sinfonica Leopolis, Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, Slovak Philharmonic, Orchestra Changwon Philharmonic Orchestra, Wuhan Philharmonic Orchestra, Lithuanian Chamber Orchestra e l'Israel Camerata Orchestra con cui sarà impegnato in tour in Israele nella veste di Direttore e Solista nei due Concerti di Chopin. 

Ha avuto il piacere di collaborare con gruppi quali il Quartetto Takács, il Quartetto Sine Nomine ed il Quartetto Brentano.

Collabora da anni con la violinista Daniela Cammarano con cui ha inciso per le etichette Aevea, Brilliant Classics ed Onclassical.

Alessandro è apparso in film e documentari quali  ‘Franz Liszt: The Pilgrimage Years’ (RAI – Tv Italiana), ‘Virtuosity’ (Cliburn / PBS) e numerose dirette radio in tutta Europa. Le dirette streaming delle due edizioni del Concorso “Van Cliburn” (2009 & 2013) sono state seguite da più di un milione di spettatori in 155 nazioni.

Alessandro ha una discografia di oltre 40 album con etichette quali Stradivarius, Brilliant Classics, OnClassical, Aevea, Naxos, Tactus e Piano Classics.

Prossima l'uscita di due nuovi album dedicati alle Variazioni Goldberg di J. S. Bach ed a opere di F. Liszt. 

Alessandro Deljavan è diplomato presso il Conservatorio Statale di Musica "Giuseppe Verdi” di Milano all'età di sedici anni e dal 2005 al 2013 è stato fra i sette giovani pianisti selezionati in tutto il mondo all Accademia Internazionale del Pianoforte del Lago di Como, seguendo in particolare le lezioni del Direttore Artistico dell'Accademia, William Grant Naboré.

Precedentemente ha preso parte a Masterclass presso il Mozarteum di Salisburgo, il Festival delle Nazioni di Città di Castello e presso la Fondazione Ottorino Respighi, sull’Isola di San Giorgio a  Venezia, Italia.

Nel corso degli anni studia con Valentina Chiola, Piotr Lachert, Ricardo Risaliti, Enrico Belli, Eugenio Bagnoli, Lazar Berman, William Grant Naboré, Dimitri Bashkirov, Laurent Boullet, Fou Ts’ong, Dominique Merlet, John Perry, Menahem Pressler e Andreas Staier.

Deljavan è attualmente docente di pianoforte principale presso il Conservatorio "Umberto Giordano" di Foggia e tiene regolarmente Masterclass di pianoforte e musica da camera in tutto il mondo. 

24 Settembre 2018

Walter Attanasi

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Nato a Trieste è considerato uno dei più interessanti direttori d'orchestra della sua generazione, Walter Attanasi è spesso invitato a dirigere repertori sinfonici e operistici per diversi e prestigiosi enti, teatri e festival internazionali: il Teatro alla Scala di Milano, l’Arena di Verona, il San Carlo di Napoli, l’Opera di Roma, il Comunale di Firenze,  il Teatro dell'opera di Cagliari, il Festival dei Due Mondi di Spoleto, il Musikverein e la Konzerthaus di Vienna, la Staatsoper di Amburgo, il Colon di Buenos Aires, la Fondazione Rostropovich di Mosca,  l’Opera de Bellas Artes di Città del Messico , Rudolfinum e l’Opera Nazionale di Praga, l’Opera Nazionale di Brno, la Filarmonica di Vilnius, l’Opera di Budapest, la Royal Opera House di Stoccolma, l’Opera Nazionale di Bratislava, diverse sale da concerto in Giappone, lo SA State Theatre Opera House di Pretoria (Tshwane), etc. La sua versalità lo ha portato a collaborare anche con grandi del jazz ed importanti isituzioni,  quali Umbria Jazz , Global Forum di Roma, Diane Reeves, Quincy Jones, Stefano Di Battista, Roberto Gatto, Danilo Rea, Flavio Boltro. Nel 2004 ha diretto il Concerto di Capodanno in diretta televisiva dal Quirinale per i 50 anni della RAI, su richiesta del Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi. Nel febbraio 2005 è stato invitato a tenere il Concerto Celebrativo per i 700 anni dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza, dirigendo La Creazione di Joseph Haydn e nel 2008 alla Royal Opera House di Stoccolma, alla presenza dei reali di Svezia, ha diretto La Cenerentola di Rossini. Nel dicembre 2013, in occasione del bicentenario della nascita di R.Wagner, é stato invitato a Vilnius per dirigere in forma di concerto "Tristan und Isolde" (secondo atto) in prima esecuzione assoluta per la Lituania; concerto ufficiale di chiusura della Presidenza della Lituania al Consiglio dell'Unione Europea .La sua vasta discografia include Stabat Mater di Gioacchino Rossini, tutte le Sinfonie di Beethoven, registrazioni di Leoš Janáãek e Antonín Dvorák. Per Companions Opera ad Amsterdam ha inciso in DVD Nabucco. Ha registrato inoltre per Radio 3 Rai le opere Il castello di Barbablù di B. Bartok e Djamileh di G. Bizet e per la Radio Televisione Slovacca il Requiem di Verdi in DVD. E’ stato direttore musicale del Todi Music Fest - USA in Virginia e Artistic Project Director di Opera Africa a Pretoria – Johannesburg e Principal Guest Conductor della Bohuslav Martinu Philarmonic Orchestra di Zlín. Ha avuto la cittadinanza onoraria della citta' di Porstmouth in Virginia (USA). Attualmente è Direttore Musicale del Teatro dell' Opera Romana Craiova e Direttore Principale Filarmonica Oltenia Craiova in Romania. Inoltre direttore Artistico del Festival Italia Arte Fest , UmbriaMusicFest International, Jazz Spring Praga e Craiova Jazz Festival .

24 Settembre 2018

Jacopo Sipari

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Nasce nel 1985. Studia Pianoforte, Composizione Sperimentale e Canto Lirico presso il Conservatorio di Musica “A. Casella” di L’Aquila con A. Sbordoni, M. Cardi, M. Mosca, A. Iacolenna, M. C. Pavone. E’ allievo di Alberto Veronesi, Presidente della Fondazione Festival Pucciniano. Si perfeziona con Jan Latham-Koenig, direttore del Teatro dell’Opera di Mosca “Novaya”. Tra gli incarichi ricoperti in carriera: direttore artistico del “Festival Internazionale di Mezza Estate – Città di Tagliacozzo” e di “Sacrum Festival”, direttore principale ospite della Fondazione Festival Pucciniano, casting manager per il Teatro dell’Opera di Plovdiv – Bulgaria.
 
E’ invitato a dirigere prestigiose orchestre quali Qatar Philharmonic Orchestra (QPO), Orchestra Regionale della Toscana (ORT), Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari, Orchestra Filarmonica Pucciniana di Torre del Lago, Orchestra Sinfonica Abruzzese (ISA), Orchestra del Teatro Nazionale di Belgrado, Orchestra Sinfonica di Stato del Messico, Orchestra Sinfonica di Stato di Istanbul, Orchestra Sinfonica di Stato di Tessalonica - Grecia, Orchestra del Teatro dell’Opera Nazionale Romena di Cluj – Napoca, Orchestra Sinfonica di Zapopan (Messico), Orchestra Filarmonica Nazionale di Mongolia, Orchestra Nazionale della Radio e Televisione di Ucraina, Orchestra Nazionale della Radio e Televisione di Serbia (RTS), Orchestra del Teatro Nazionale di Azerbaijan, Orchestra Filarmonica di Benevento (OFB), Orchestra Sinfonica Nazionale di Stato di Sri Lanka, Orchestra del Teatro dell’Opera di Plovdiv – Bulgaria, Orchestra Filarmonica di Brasov – Romania, Orchestra del Teatro Nazionale di Stara Zagora – Bulgaria, Orchestra del Teatro Nazionale di Tbilisi – Georgia.
 
Ha collaborato con Cecilia Bartoli ("Opfer und Verfuehrer - Das schicksal der kastraten" per la ZDF tradotto per SKY CLASSICA), Dimitra Theodossiou, Angela Gheorghiu, Donata d’Annunzio Lombardi, Fiorenza Cedolins, Chiara Taigi, Silvana Froli, Amadi Lagha, Rudy Park, Annunziata Vestri, Bruno de Simone, Irene Molinari, Leonardo Caimi, Jadranka Jovanovic, Federica Vitali, Rebeka Lokar. Per la musica leggera ha collaborato con la star mondiale Anastacia, Amii Stewart, Noemi, Ivana Spagna, Simona Molinari, Ron, Grazia di Michele, Mietta, Sal da Vinci, Giulia Luzi, Roberta Faccani, Tosca.
 
Ha diretto in produzioni Liriche italiane ed internazionali tra cui: “Norma” al Teatro Greco di Siracusa, “Il Barbiere di Siviglia” al Teatro Antico di Taromina, “Nabucco” al Teatro Antico degli Scavi di Pompei, “La Bohème” con la regia di E. Scola presso il Gran Teatro Puccini di Torre del Lago, “Turandot” per i 90 anni dalla prima rappresentazione al Gran Teatro Puccini di Torre del Lago, “Traviata” al Teatro Massimo di Pescara, “Madama Butterfly”, “La Boheme” e “Rigoletto” con la Fondazione Puccini al Teatro Nazionale “R. Dario” di Managua in Nicaragua, “Cenerentola” al Teatro Nazionale di Mongolia, “Nabucco”, “Aida”, “La Forza del Destino”, “Otello”, al Teatro dell’Opera Nazionale di Belgrado, “La Boheme” al Teatro dell’Opera Nazionale Rumena Cluj – Napoca, “Madama Butterfly” al Teatro Municipale di Casale Monferrato, “Madama Butterfly” al Teatro dell’Opera Nazionale di Baku – Azerbaijan, “Madama Butterfly” per l’apertura e “La Traviata” per la chiusura del Festival “Open Opera” del Teatro dell’Opera Nazionale di Plovdiv – Bulgaria, “Tabarro”, “Suor Angelica”, “Gianni Schicchi” per il centenario dalla prima rappresentazione presso il Gran Teatro Puccini di Torre del Lago, “Tosca” e “Turandot” al Teatro Nazionale di Stara Zagora in Bulgaria.
 
E’ costantemente invitato come direttore ospite del balletto al Teatro Nazionale di Belgrado dove ha diretto le grandi produzioni di “Schiaccianoci” e “La Bella Addormentata” di Tchaikovsky. Il 29 Aprile 2019 dirigerà il balletto “Lago dei Cigni” per i 150 anni del Teatro Nazionale di Belgrado con i costumi di Renato Balestra in prima mondiale.
  
Ha diretto e inciso per Radio e Televisione: le Sinfonie di Beethoven n. 4, 6, 7, 9, il Concerto per Violoncello e Orchestra di Lalo, il Concerto per Violoncello e Orchestra n. 1 di Saint Saens, il Concerto per Clarinetto n. 2 di Weber, la Sinfonia n. 5 di Tchaikovsky, Requiem di Verdi, Requiem di Mozart, Stabat Mater e Petite Messe Solennelle di Rossini e la finale in mondovisione del Concorso Internazionale di Musica Sacra.
Turandot da lui diretta al Gran Teatro Puccini è stata prodotta da PARAMAX FILM.
E’ inoltre Avvocato del Foro di Roma e il più giovane avvocato del Tribunale Apostolico della Rota Romana in Vaticano.

24 Settembre 2018

Saxofonia Ensemble

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“Musica per il piacere di eseguirla” è l’idea che ha raccolto i valenti musicisti attorno all’ensemble SAXOFONIA, i quali hanno potuto così scegliere un repertorio libero da ogni vincolo commerciale, selezionando i brani più adatti alla resa timbrica-strumentale e alla soddisfazione personale. Questa formazione alquanto insolita, non possedendo un repertorio originale, ha orientato la ricerca artistica verso composizioni originariamente scritte per gruppi di fiati da autori, che hanno dedicato molti dei loro lavori a questo mondo. Il gruppo, che comprende nel suo organico i sassofoni dal Sopranino al Baritono, offre una vasta gamma di possibilità sonore e di estensione (circa 5 ottave), paragonabili a quelle di un tradizionale organico cameristico orchestrale. Vista la ricchezza timbrica e l’elevata agilità di questo ensemble il programma presenta notevoli difficoltà tecniche e sonore, spaziando dalla musica rinascimentale al classico-romantico fino ai nostri giorni, includendo anche brani di musica leggera, jazz.e nuove produzioni musicali dedicate espressamente all’ensemble.

Il gruppo SAXOFONIA, fondato nel 2000 all’interno del Conservatorio di Musica “U. Giordano” di Rodi Garganico deve la sua nascita al sincero legame di amicizia e alla grande stima reciproca che lega i tre Docenti M° Giovanni Ieie, M° Gabriele Buschi, M° Roberto Vagnini, unitamente alla loro professionalità garantita dalle vaste esperienze personali avute sia in ambito nazionale che internazionale, quali collaborazioni con Orchestre, collaborazioni con Enti Concertistici, Concorsi Nazionali ed Internazionali, Concerti nei più grandi Teatri, trasmissioni RAI e Mediaset.

Dalla sua nascita ha all’attivo numerosi concerti soprattutto intorno al luogo della sua formazione, riscuotendo ovunque successi di pubblico e di critica.         Di rilievo: Apricena (FG) “6° settimana della Cultura 2004”; Aula Consiglio Provinciale Foggia 2005; Auditorium UTC “M. del Giudice” Rodi G. (FG) Settimana Italiana delle Arti 2005 Indetta dal Ministero della Pubblica Istruzione; Teatro “La Vittoria” Ostra (AN) 2005; Auditorium Magliano dei Marsi (AQ) 2005; “Jazz in Rodi” Rodi Garganico (FG) 2006-2008; “Musica nel territorio” Ischitella (FG) 2006; “Tutti in festa” giornata regionale del disabile Foggia 2006; Istituzione Sinfonica Abruzzese, stagione estiva dei concerti 2008 (AQ); Stagione estiva dei concerti Gabicce Mare (PU) anni 2006/2009; “Musica nel territorio” Vieste (FG) 2008; Manifestazione “Natale insieme” Chiesa di Collemaggio, L’Aquila 2008; Stagione concerti teatro “Figlie della Croce”, Vasto 2009; Stagione estiva concerti Ostra (AN) 2009; Ass. Ist. Mus. “Malipiero”, “Malipiero Concerti 2009” Asolo (TV); Ass. dei concerti “Barattelli” L’Aquila 2009/10. Nel 2010 ha partecipato alle stagioni dei Concerti dei Comuni di Prato, Roseto degli Abruzzi (TE), Montecchio (PU), Foligno (PG) nel famoso Auditorium “San Domenico”.   Negli anni successivi l’ensemble si è esibito a Peschici (FG), Rodi Garganico (FG), Santo Stefano di Sessanio (AQ) all’interno della stagione concertistica “I suoni della Baronia”, nella stagione concertistica del “Teatro del Fuoco” di Foggia e del Teatro “Garden di Guardiagrele” (CH) fino ad arrivare al 2015 in cui si evidenzia la partecipazione al “Teatro dei Marsi di Avezzano e alla prestigiosa “Settimana Mozartiana” organizzata dal Comune di Chieti.

Dal 2016 ad oggi L’ENSEMBLE, ha all’attivo numerosi concerti per Associazioni ed Enti di rilevanza nazionale calcando i palcoscenici dei principali teatri Italiani, riscuotendo ovunque successi di pubblico e di critica. Nel 2010 l’ensemble ha registrato il suo primo CD “Polvere di Stelle”, che ha ricevuto consensi unanimi dal pubblico e dalla critica. Il CD è stato presentato ufficialmente nel gennaio 2011 all’interno della prestigiosa stagione dei concerti della Associazione Musicale dei concerti “B. Barattelli” L’Aquila. Nel 2011 è iniziata la collaborazione con il Gruppo Vocale Femminile da Camera “Cappela Ars Musicalis” con il quale ha in programma un arrangiamento tratto da “PORGY AND BESS” di G. Gershwin, e il brano originale GOSPEL MAGNIFICAT di R. Ray. Di questa produzione è prevista presto una registrazione discografica.

24 Settembre 2018

Pietro Borgonovo

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Pietro Borgonovo ha compiuto gli studi musicali a Milano e a Freiburg, perfezionandosi con Heinz Holliger. Ha esordito come solista di oboe nel 1975 e da allora è presente nei maggiori Festival Internazionali, da Salisburgo al Maggio Musicale Fiorentino, dalla Biennale di Venezia a Musica Bayreuth, dal Festival d'Automne a Parigi al Festival di Montreux, al Donaueschinger Muslktage. Ha tenuto concerti, oltre che in Italia, a Vienna, Londra, Lisbona, Berlino, Mosca, San Pietroburgo, New York, Madrid, Amsterdam, Praga, Montecarlo, Lussemburgo, Bonn. Per quasi vent'anni è stato primo oboe delle Orchestre Sinfoniche della RAI di Torino e Milano.

Ha insegnato presso i Conservatori di Bolzano e Genova e ha tenuto per dieci anni il corso di perfezionamento in oboe della Scuola di Musica di Fiesole. È regolarmente impegnato in master class al Festival di Città di Castello, in Spagna, in Germania. All'attività concertistica ha da tempo affiancato quella di direttore d'orchestra dirigendo, tra le altre, l'Orchestra della Toscana, l'Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano, l'Orchestra Sinfonica di San Remo, l'Orchestra Sinfonica Abruzzese, l'Orchestra Regionale del Lazio, l'Orchestra Sinfonica di Sassari, l'Orchestra Filarmonica Veneta, l'Orchestra di Koblenz, l'Orchestra dell'Ente Arena di Verona, l'Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, l'Orquesta Sinfonica Nacional di Buenos Aires, l'Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, il Klangforum Wien, l'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. Recentemente ha ottenuto un grande successo realizzando alcune importanti prime assolute: a Firenze con l'Orchestra della Toscana, al Festival di Salisburgo con il Klangforum Wien e il coro Schoenberg e al Maggio Musicale Fiorentino con l'Orchestra del Teatro Comunale.

Sia come solista di oboe che come direttore d'orchestra ha inciso molti dischi per Denon, Erato, RCA, Fonit Cetra, Dynamic, Ricordi, Col legno, Frequenz e BMG ottenendo un Grand Prix du Disque e la segnalazione tra i cinque dischi di musica sinfonica più stimati dalla critica italiana nel 1998.

24 Settembre 2018

Massimiliano Stefanelli

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Compiuti gli studi musicali al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, Massimiliano Stefanelli ha guidato, a partire dal 1986, numerose orchestre fra cui la CBSO (City of Birmingham Symphony Orchestra), l’Orchestra Sinfonica della RAI di Roma, l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, la Montreal Symphony, la Filarmonica di Bonn, la Israel Symphony Orchestra, la English Chamber Orchestra (con la quale ha inciso per la Channel Classics l’integrale dei concerti per flauto di W.A.Mozart), la Qatar Philharmonic (di cui è stato Direttore Principale), la Spoleto Festival Orchestra, la Charleston Symphony, la Toronto Symphony, l’Orchestra della Fondazione Arena di Verona e l’Orchestra Sinfonica della Fondazione “Arturo Toscanini” ed è stato ospite, a partire dal 1990, dei più importanti teatri italiani e internazionali (fra gli altri New York, Washington, Milano, Mosca, Roma, Firenze, Tel Aviv, Genova, Bonn, Siviglia, Napoli, Madrid, Catania, Cagliari, Santander, Parma, Piacenza, Ravenna, Modena, Ferrara, Bari), dirigendo il più importante repertorio sinfonico ed operistico.
A partire dal 1986 ha studiato e affrontato la gran parte del repertorio classico, romantico e tardo-romantico, sia sinfonico che operistico (principalmente italiano e tedesco), mantenendo un costante rapporto con la produzione contemporanea.
Dal 1990 è stato inoltre ospite di rinomati Festivals internazionali quali The Wolf Trap Festival di Washington, Bilbao, e lo Spoleto Festival USA, ottenendo sempre ottimi riconoscimenti.
Dal 1993 al 1996 è stato Vicedirettore Artistico del Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli” di Spoleto e, nel 1996 e nel 1997, è stato Direttore Musicale della serie di concerti Intermezzi dello Spoleto Festival USA, laboratorio di interpretazione musicale che ha visto esibirsi, a fianco di importanti artisti chiamati da tutto il mondo, giovani talenti da lui appositamente selezionati.
Attualmente ricopre la carica di Direttore Artistico e Direttore Musicale dell’Istituzione “Fondazioni all’Opera” che promuove e realizza le attività Liriche dei teatri di Abruzzo e Marche.
Le sue interpretazioni si sono sempre distinte per originalità ed innovazione stilistica, caratteristiche che gli hanno conquistato l’unanime consenso di pubblico e critica.
Nel 2001 hanno inizia una serie di fortunate collaborazioni con Franco Zeffirelli e l’Orchestra Sinfonica della Fondazione “Arturo Toscanini” di Parma che hanno dato vita alla celebre Aida (edita in DVD da RAI Trade) con la quale si sono inaugurate nel gennaio del 2001 a Busseto le celebrazioni per i cento anni della morte di Giuseppe Verdi e la splendida La traviata dell’anno successivo. Entrambe le produzioni, tuttora in tournée (promettono di raggiungere a breve la gran parte dei teatri internazionali), dopo aver mietuto grandi successi nei maggiori teatri italiani, hanno trionfato al Teatro Bolshoj di Mosca nel dicembre 2003 (La traviata) e nell’ottobre del 2005 (Aida) e sono state  entrambe premiate dalla stampa russa come “…miglior spettacolo dell’anno”. Analogamente calorosissima è stata l’accoglienza riservata dalla stampa e dal pubblico ai Pagliacci (ancora con Franco Zeffirelli) che il M° Stefanelli ha diretto per il Teatro del Cremlino di Mosca e per il cinquantesimo anniversario della fondazione dell’Hellenic Festival di Atene, importantissimo festival internazionale che annualmente si svolge nella splendida cornice del Teatro di Erode Attico.

Più recentemente il Maestro ha collaborato con le più importanti Orchestre e ha inaugurato le stagioni liriche della Israeli Opera di Tel Aviv con La traviata e Mefistofele, tornando poi alla Israeli Opera con Il trovatore, mentre con un’altra interpretazione de La traviata, definita “straordinaria” dalla critica spagnola, ha inaugurato la 55a edizione del Festival Internacional di Santander e l’ultima stagione della rassegna estiva de “Los Veranos de la Villa” di Madrid,
Ancora La traviata, questa volta con la spettacolare regia areniana di Graham Vick, è stato il titolo con il quale ha debuttato con la Birmingham Opera Company alla guida della prestigiosissima City of Birmingham Symphony Orchestra (CBSO), debutto che gli è valso il più ampio riconoscimento da parte della più importante stampa nazionale inglese e che gli è valso l’assegnazione, con gli altri, dell’ambitissimo Royal Philharmonic Society Music Award. Poi ancora Romeo et Juliette di Hector Berlioz al Teatro San Carlo di Napoli, ancora con Franco Zeffirelli per La traviata, Pagliacci, Tosca e Aida e nuovi allestimenti di La boheme, Mosè in Egitto, il Trittico pucciniano, Manon Lescaut, Macbeth e Il trovatore. Reduce da due importanti successi con Aida e Carmen eseguite per l’Opera di Tenerife e un fortunato tour in Cile, è atteso in Qatar per un nuovo importante progetto con la Qatar Philharmonic.

Si riporta il link al documento del bando per la selezione interna per l'accertamento dell'idoneità al passaggio di ruolo al primo dei violini Secondi e concertino dei violini Primi - anno 2018

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