Presentazione quarantaduesima stagione concertistica - L'Aquila

L’AQUILA – 42° STAGIONE SINFONICA ISA 2016-2017
I CONCERTI

Presentazione DEL DIRETTORE ARTISTICO, LUISA PRAYER

Con l’emblematico, festoso “Rullo di Timpani” della omonima Sinfonia di Haydn, si apre la 42° stagione aquilana dell’ISA al Ridotto del Teatro Comunale (22 ottobre): Marcello Bufalini sul podio e protagonista al pianoforte Carlo Grante, artista in residenza 2016, che eseguirà il Concerto “Imperatore” di Beethoven. Grante tornerà poi in novembre con il Concerto per pianoforte e archi di Busoni, inserito in un programma diretto da Valentino Corvino (26 novembre), con il quale si porta a compimento il nostro ambizioso progetto del Ciclo Busoni

Grazie a questo progetto, e ne diamo con soddisfazione l’annuncio, il concerto straordinario del maggio scorso, in cui Grante eseguì la “Fantasia indiana” di Busoni e la nostra orchestra, diretta da Sesto Quatrini, la ”Lustspiel Ouverture”, sarà trasmesso entro l’anno da RAI 5, canale del palinsesto di RAI Cultura

Dopo Carlo Grante, un altro artista abruzzese di rilievo internazionale dà risalto alla nostra stagione: il violoncellista Luigi Piovano, nostro ospite alla fine di ottobre in veste di direttore e solista, ci fa dono dell’anteprima del secondo Concerto di Saint – Saëns, che eseguirà nella prima settimana di novembre nella stagione sinfonica dell’Accademia di S. Cecilia, e dirigerà la celebre grande Sinfonia  “Jupiter” di Mozart (29 ottobre).

Riprendendo il tema Sudamerica classica, il violinista  Ettore Pellegrino e il chitarrista Marco Salcito – con il quale l’Orchestra Sinfonica Abruzzese ha realizzato quest’anno un progetto discografico incidendo in prima mondiale opere del brasiliano Radamès Gnattali -  propongono un concerto di duo, in cui, a una prima parte italiana con brani di Giuliani e Paganini (incluse le celebri virtuosistiche Variazioni sul Mosè di Rossini), segue una parte tutta sudamericana, con brani di Heitor Villa-Lobos, Radames Gnattali e quello che ormai è un grande classico, l’Histoire du Tango di Astor Piazzolla (5 novembre).

Il direttore tedesco Ulrich Windfuhr,  nostro direttore principale anche in questa stagione, torna prima della fine dell’anno con due programmi monografici di grande impegno interpretativo: in novembre Schubert (12 novembre), con le stupende sinfonie “Incompiuta” e “Grande”, e in dicembre Brahms, con il III concerto del Ciclo inaugurato nel 2015, con la Terza Sinfonia e il Secondo Concerto, solista la straordinaria pianista tedesca Martina Filijak (3 dicembre). 

In primavera Windfuhr dirigerà un grande concerto con  la splendida Ottava Sinfonia di Dvorak, in cui presenteremo al pubblico la vincitrice del I Concorso Internazionale Mazzacurati di Torino, la violoncellista Julia Hagen, erede della tradizione di una grande famiglia di musicisti di Salisburgo, che eseguirà il I Concerto di Šostakovic (25 marzo); e infine un programma classico, con la Sinfonia “Linzer” di Mozart, ospite la violista Ziyu Shen, una diciannovenne dal grande talento artistico, nata in Cina e formatasi in Germania che eseguirà il Concerto di Hoffmeister (1 aprile).

Il direttore milanese Massimiliano Caldi torna nella stagione dell’OSA insieme al pianista Maurizio Baglini in un concerto della serie Grandi Concerti Romantici : insieme lo scorso anno eseguirono con grandissimo successo il Primo Concerto di Chopin e la II Sinfonia di Beethoven. Quest’anno per la serie Grandi concerti romantici propongono il Secondo Concerto di Chopin e la IV Sinfonia di Beethoven (19 novembre).

In dicembre riprende la serie de La lezione – Concerto, in cui il nostro pubblico può conoscere, dalla stessa voce degli interpreti, i diversi aspetti della ricerca musicale. In questo ambito, il particolare tema delle discendenze e delle filiazioni in musica è trattato in maniera fantasiosa e divertente dal pianista Antonio Ballista e dal soprano Lorna Windsor, due coltissimi interpreti cross-over che propongono un sorprendente itinerario attraverso le rielaborazioni e i plagi che collegano, a secoli di distanza, i repertori della musica classica alla canzone d’autore, al pop e al rock.

L’anno 2016 si concluderà con un festoso Gala lirico-sinfonico (17 dicembre), diretto dal nostro direttore ospite principale, il trentenne Sesto Quatrini, ospiti due affascinanti nuovi voci della lirica, entrambi perfezionatisi alla scuola di Mirella Freni: il giovane soprano ecuadoriano Carolina Varela Estrella, e il tenore romano Luciano Ganci, dalla carriera già internazionale. 

Anche quest’anno un approfondimento sul tema posto dalla celebrazione del Giorno della memoria: l’OSA eseguirà la Kammersymphonie n. 2 di Schoenberg e il Concerto Dumbarton Oaks di Stravinskij, due autori diversissimi tra loro, che condivisero però di essere entrambi inclusi nella vergognosa mostra della Entartete Musik organizzata dai nazisti a Düsseldorf nel 1938. Sul podio il direttore Marcello Bufalini, curatore di questo ciclo, cui è affidata anche l’introduzione all’ascolto del programma (28 gennaio). 

Il direttore Giampaolo Pretto dirigerà un programma classico/neoclassico, aperto dal magnifico Trittico botticelliano di Respighi e chiuso dalla Sinfonia Oxford di Haydn, scelta dal grande tedesco per la laurea honoris causa tributatagli dalla celebre Università inglese nel 1791. Completa il programma il Concerto per Corno K 417 di Mozart, solista Jonathan Williams, già prima parte solista di importanti orchestre europee come la European Chamber Orchestra, la Mahler Chamber Orchestra (11 febbraio)

Una novità nella stagione dell’ISA la presenza della violinista tedesca, di famiglia coreana, Suyoen Kim, impostasi all’attenzione della scena musicale giovanissima, vincitrice di concorsi  internazionali, artista di importanti etichette discografiche. Si presenta al nostro pubblico con il celebre Concerto di Mendelssohn, diretta da Sesto Quatrini, che dirigerà, oltre alla Ouverture D 470 di Schubert, la Seconda Sinfonia di Saint-Saëns, brano affascinante e nuovo per i nostri programmi (18 febbraio).

Nuovo per il nostro pubblico è anche il direttore tedesco Alexander Mayer che dirige un concerto dedicato alla memoria di Alfredo Casella, scomparso 70 anni fa, il 5 marzo 1947. Oltre al Divertimento per Fulvia, Mayer dirigerà opere del maestro di Casella, Faurè, e la Sinfonia K201 di Mozart. Il concerto vede la partecipazione delle storiche corali aquilane e come solista quella di una prima parte dell’OSA, la giovane flautista Silvia Colageo (4 marzo).

In ultimo, presentiamo una serie di appuntamenti che disegnano un percorso nuovo che è anche una sfida per la nostra orchestra: quella di seguire, sotto la guida di musicisti specialisti del repertorio antico e barocco, un nuovo itinerario esecutivo

Così nella terza settimana di gennaio sarà per la prima volta nostro ospite il cembalista e direttore Luca Gugliemi, partner e assistente del grande Jordi Savall, docente dell’Università della Musica di Barcellona. Con lui sul podio e solista al cembalo, l’orchestra eseguirà la prima Ouverture e il Concerto in La maggiore di Bach, e la celebre meravigliosa Suite Musica sull’Acqua -Water Music di Haendel (21 gennaio). Per questa serie di appuntamenti,  Alessandro Carbonare, solista di levatura internazionale, interpreterà con uno strumento filologico, il clarinetto di bassetto, il Concerto K 622 di Mozart, in un concerto diretto da Alessandro Cadario, che dirigerà un programma classico/neoclassico che includerà l’Ouverture Freunde von Salamanka di Schubert e la Sinfonietta di Poulenc, per la prima volta nei nostri programmi (11 marzo). Andrea Coen, in conversazione con Luisa Prayer, con la sua Lezione-Concerto dedicata a Bach e ai suoi figli musicisti (8 aprile), introdurrà anche all’ascolto del concerto di chiusura della stagione (22 aprile): il direttore Federico Maria Sardelli, uno dei nomi più importanti a livello internazionale tra quanti hanno posto in modo innovativo l’interpretazione del repertorio sinfonico classico,  per gli esiti originali della sua lettura filologica, propone un suo itinerario sul tema della genesi della Sinfonia, che da Carl Philip Emmanuel Bach arriva al Beethoven della I Sinfonia, che probabilmente suonerà alle nostre orecchie, nella sua interpretazione, come un brano da riscoprire.