Guida all'ascolto 17 novembre

Il sassofono è, si potrebbe dire, uno strumento “noto ma sospetto”, almeno negli ambienti tradizionali della musica colta e nelle sale da concerto delle “normali” stagioni concertistiche italiane. Il problema è che congiurano sovente, musicisti e pubblico, nell’alimentare l’ambiguità di fondo di uno strumento tardivo (siamo negli anni Quaranta dell’Ottocento) nato da inseminazione artificiale in ambiente colto, tollerato più che accettato, ieri come oggi, e subito emigrato altrove, nelle libere spiagge della musica senza papillon.
Ora che il cravattino se lo tolgono in molti anche nelle Accademie, la collocazione di questo bel tubo metallico si fa sempre più difficile da stabilire. Quando poi abbiamo di fronte un intero ensemble di sax, le coordinate mentali si imbrogliano, e seguono le esperienze sonore, le singole memorie musicali, i timbri e i vissuti di ciascun ascoltatore: il suo bagaglio. Ma così il rischio di perdersi, nell’ascolto, si fa grande ...
SAXOFONIA ensemble, nasce dall’esigenza quindi di proporre un percorso riassuntivo della vita di questo bellissimo strumento, sfruttando le grandi capacità comunicative del Sassofono e approfondendo tutti i tipi di repertorio, con un occhio di riguardo alla musica più vicina all’orecchio dell’ascoltatore tipo dei nostri giorni.
Il tutto è condito in modo spettacolare da una attenta regia scenografica messa in scena dai musicisti, che coinvolge anche il pubblico in sala, creando un clima di partecipazione che lascia il segno in un ogni tipo di fruitore dell’evento.
 
L'ensemble attacca una musica rilassante di Mozart. Improvvisamente, la musica si ferma. I musicisti sembrano congelati, nessuna spiegazione sembra plausibile  A un esame più attento, un uomo entra in sala in possesso di un telecomando e presenta GioCoSax 2.0, il nuovo e completamente automatizzato cyber-ensemble.
L’esecuzione è facile da gestire con il telecomando, che è completamente attrezzato con tutti i comandi standard come play, pausa, stop, avanti veloce e riavvolgimento... E grazie a un micro-chip con la dimensione di 1,000,632,900 gigabyte, l’ensemble è in grado di eseguire qualsiasi tipo di musica con il semplice tocco di un pulsante.
Tuttavia, durante l’esecuzione, l'orchestra comincia a mostrare segni di tensione, e  i circuiti del telecomando vanno presto in tilt. Potrà il concerto finire senza intoppi? O sarà il caso di tornare a GioCoSax 0.0? Ai posteri l’ardua sentenza ….
 
Vero jazzista, con ampia esperienza alle spalle è lo spagnolo Pedro Iturralde, una delle colonne del sax nella penisola iberica, docente di questo strumento per molti anni presso il Conservatorio di Madrid, ma anche rappresentante di punta del jazz-flamenco della fine anni Sessanta. Nella accattivante Suite Hellenique (conosciutissima è la danza Kalamatianós di apertura in 7/8) l’impianto jazz si mescola a suggestioni folcloriche (nel pieno – e retrò – senso del termine) e a contrastanti rapporti con splendide melodie funky o con i ritmi tradizionali di danza.
Il brano quindi, prendendo spunto dalle melodie popolari, distilla dalla loro semplicità una purezza poetica che sembra rendere presente l’innocenza e l’ingenuità dell’infanzia. La distinzione tra classico, jazz e popolare perde ogni significato, antiche danze e canti popolari rivivono in una incalzante antitesi di ritmi e armonie.
Ascoltando il brano si ha la sensazione di percepire ritmi balcanici, slavi, forse ebraici, con una puntatina nel jazz e invece scopri che l’autore è spagnolo, e tanta Spagna è presente nella Suite…
Il compositore, insieme al suo famoso quartetto, ha collabora con importanti artisti spagnoli e americani, come Jerry Mulligan, che ci da lo spunto per presentare il prossimo brano.
 
“Anche quando si inventarono il Jazz/tango per fare scalpore, io mi prestai, perché avevo bisogno di essere conosciuto. Anche allora mi buttai nell’avventura con ironia, con scetticismo ma il tango mi prese e mi avvolse, costringendomi a credere in quell’operazione che era soltanto commerciale e quando a Milano incisi “Summit” con Mulligan, anche lui non ci credeva ma aveva finito per essere ammaliato.”
Con queste parole Astor Piazzolla descrive la nascita di una collaborazione con il jazzista americano Jerry Mulligan, per molti versi casuale ma risultata innovativa e di grande rilevanza per l’incontro tra due mondi espressivi sino ad allora separati ed appartenente inconciliabili. Nel 1974 tutti e due frequentavano gli ambienti Milanesi e fu lì che avvenne il “Summit” (da qui il nome del progetto musicale) e la registrazione di uno stupendo CD con la collaborazione di musicisti italiani di altissimo livello. Nella versione che sentirete questa sera sono presenti alcune tracce del disco tra cui “Summit” stesso e una bellissima “Close your eyes and listen” (Chiudi gli occhi e ascolta) che vi prego vivamente di fare … 
Come ultimo brano della Suite non poteva mancare una citazione di un famoso melodia Piazzolliana, a voi l’onere e il piacere di scoprirne il titolo.
 
POLVERE DI STELLE
La suite, che da il nome al disco di Saxofonia, è una carrellata di brani scelti tra autori a cavallo tra classico e jazz; ad esempio sia Gershiwin che Ellington amavano la musica classica ed hanno scritto, a modo loro, brani che si rifanno alla cultura colta europea. La suite intreccia le varie melodie senza interruzioni (soluzione di continuità)  andando a “toccare” quelle famose melodie che tutti conosco o che hanno almeno ascoltato una volta, ma forse … non ricordano con precisione dove. Un film? Un Musical? Un ascolto rubato alla Radio o una sigla televisiva?  La Suite finisce con il famoso brano di Kander, cantato e reso famoso dai più famosi cantanti di musica leggera. A voi scoprire di che brano si tratta … e voglio vedere se non vi viene voglia di ballare!
 
BEATLES MANIA
Inutile la presentazione di questo brano; alcune melodie celebri, arrangiate in maniera molto personale, sono unite in una Suite che rappresenta una finestra sulla musica leggera che ha segnato tutta la musica pop del nostro secolo.
 
 
Scrivere un programma di sala per l’ensemble “Saxofonia” è difficile, l’interazione con il pubblico è fondamentale e i brani musicali si susseguono a secondo della risposta degli spettatori. In questa occasione … se il Direttore riuscirà a tenere a bada i suoi musicisti … riuscirete a cogliere la vera essenza di questo straordinario strumento e le sue bellissime sonorità che riesce a creare.
Ma nulla è scontato in un concerto di Saxofonia …
Buon ascolto!
 
Giovanni Ieie