COLOURS OF WATER AND FIRE

Commissione ISA – Prima esecuzione assoluta

 La prima idea da cui è nato il pezzo è stata quella di esplosioni di suoni che andassero a comporre agglomerati sonori, variamente colorati, sulla base delle potenzialità timbriche ed espressive dei differenti strumenti. Una immagine esterna potrebbe essere quella dei fuochi d’artificio, anche perché il decorso temporale del brano è pensato come una serie di eventi di per sé autonomi, per quanto esistono delle relazioni tra i materiali musicali adottati. L’unità dell’opera è una mera potenzialità, priva di teleologia, nel senso che, ammesso che essa davvero esista, sarà il risultato, a-posteriori, dell’incontro tra l’inconscio dell’autore empirico e le strutture percettive degli ascoltatori. L’atto compositivo si è configurato, dunque, non come lo svolgimento e/o l’adempimento di un piano prestabilito, pre-posto, quanto piuttosto come un dispiegarsi, disvelandosi, di un gioco tra gli elementi venuti di volta in volta in un qualche contatto spaziale e temporale, libero da costrizioni strutturali, formali, stilistiche, e in cui l’aspetto aleatorio gioca un ruolo non marginale.