26 Giugno 2017

Sold out il "Concerto per Amleto" al San Carlo di Napoli

Tutti i biglietti venduti in prevendita per il "Concerto per Amleto" di e con Fabrizio Gifuni che questa sera andrà in scena alle 21 presso il Teatro San Carlo di Napoli dove lo spettacolo arriva dopo la prima dello scorso settembre presso la Sala Petrassi del parco della musica e dopo la replica al Teatro Massimo di Pescara. Fabrizio Gifuni rende un suo personale omaggio al Principe di Danimarca con Concerto per Amleto, un progetto nato dalla collaborazione con l’Orchestra Sinfonica Abruzzese diretta da Rino Marrone e presentato al decimo Napoli Teatro Festival Italia, diretto da Ruggero Cappuccio.

Le molteplici voci de La tragedia di Amleto, Principe di Danimarca si intrecciano al potente affresco sonoro che Dmitrij Šostakovic (1906-1975) dedicò` al testo shakespeariano in due diverse occasioni: la prima, datata 1932, è una suite (op.32) tratta dalle musiche di scena per un’edizione teatrale dell’Amleto firmata dal regista e scenografo Nicolaj Akimov (1901-1968). La seconda opera (op.116), del 1964, fu commissionata dal regista Grigorij Kozintsev (1905-1973) per il suo film Hamlet, che si avvaleva del prezioso adattamento di Boris Pasternak.

“Il maestro Orazio Costa - sottolinea Fabrizio Gifuni - ci diceva: ognuno di voi si porterà per tutta la vita un fondo di Amleto e si imbatterà di continuo in personaggi attraversati da questa corrente. Io me ne sono accorto subito, il mio debutto teatrale è stato un Oreste nell’Elettra di Euripide, uno spettacolo di Massimo Castri. Amleto discende anche da quei rami”.  E aggiunge: “Amleto è stato il mio motore nascosto, la mia energia segreta quando recitavo Gadda e Camus, l’ho esplorato per tre anni all’Accademia dove sapevamo a memoria ogni pagina, un fiume di energia spudorata, divertimento, una fatica immensi.”

Fabrizio Gifuni per questo progetto ha lavorato strettamente con il Maestro Marrone alla drammaturgia trovando delle consonanze, armonie e attriti che attraversano i cinque atti tragici: ci sono momenti in cui regna la voce in assoluta solitudine, mentre in altri le note vibrano in autonomia. Confessa Gifuni: “Su musiche bellissime, potenti che sono sfondo sonoro e contrappunto di una doppia drammaturgia lavorare con un’orchestra di trenta elementi è un’esperienza assoluta. Scopri che il lavoro di attore è anche strumentale, corpo e voce sono il mio strumento e all’interno dell’orchestra cerco di accontentarlo.”

Al centro l’amore per il testo di William Shakespeare dove, secondo Fabrizio Gifuni, si concentra l’idea teatrale di Shakespeare, come se il grande drammaturgo avesse affidato a un personaggio tutta la sua passione per il gioco teatrale, dove Amleto cerca infatti le risorse per agire. Shakespeare ama il teatro e gli attori con tutto se stesso, li ammira e li rispetta. Li ritiene capaci di smascherare il potere e il crimine, organizzando la trappola in cui far cadere la coscienza del re, lo zio assassino usurpatore.  E’ un lavoro in cui le forze del teatro e della musica sono equilibrate. Gifuni darà voce e corpo a molti personaggi come se tutto fosse vissuto nella mente di Amleto, sempre rispettando il testo.

Last modified on Giovedì, 03 Agosto 2017 11:09

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