24 Gennaio 2019

Musica di regime e arte degenerata: l’ISA celebra il Giorno della Memoria

Musica di regime e arte degenerata è il titolo del programma musicale proposto dall’Istituzione Sinfonica Abruzzese nell’ambito della sua 44° Stagione concertistica in occasione del Giorno della Memoria. Appuntamento sabato 26 gennaio all’Aquila al Ridotto del Teatro Comunale alle 18 (incontro col pubblico alle 17.15 a cura del professore Gianluca Sulli, primo clarinetto dell’OSA) e domenica 27 ad Atri, presso il Teatro Comunale, sempre alle 18. Sul palco i professori dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese diretti dal M° Carlo Goldstein, solista ospite la pianista Federica Bortoluzzi.

Il programma musicale accosta musiche di alcuni dei grandi compositori tedeschi del passato celebrati dal regime nazista come modelli per la riscoperta dell’autentico sangue musicale ariano, con brani di autori ebrei posti invece tra gli esempi di quella che fu chiamata “arte degenerata”, che secondo quella folle ideologia era causa della rovina e della decadenza della musica stessa.

Tra i primi, il programma prevede l’esecuzione dell’Idillio di Sigfrido di Wagner (che pure aveva espresso tesi antisemite nel suo celebre scritto Il giudaismo nella musica, posizioni prontamente strumentalizzate ed esasperate dal regime nazista facendone il proprio manifesto culturale) e il Concerto in la maggiore per pianoforte e orchestra K.488 di Mozart.

Tra gli esempi di “musica degenerata” verranno invece eseguiti il celeberrimo Adagietto dalla Sinfonia n.5 di Mahler che di Wagner rielabora la lezione armonica e la Suite per orchestra da camera di Erwin Schuloff, affascinante autore boemo di origine ebraica che subì la censura e la persecuzione nazista morendo nel campo di concentramento di Wulzburg, in Baviera, nel 1942.

Illustra il direttore Carlo Goldstein; “L’accostamento delle pagine della tradizione musicale austrotedesca, da Mozart a Wagner, con pagine, tra loro anche diverse, composte da autori ebrei come Malher e Schuloff - quest’ultimo morto giovanissimo con l’infame marchio di arte degenerata - non sembri eccentrico. Mi piacerebbe anzi si capisse il profondo legame che le une hanno con le altre... Come dire –conclude - che la persecuzione e i crimini di Hitler, ancora pirma che fare un torto a dei compositori in quanto ebrei, fece torto a dei compositori tedeschi che rappresentavano in tutto e per tutto un’aima viva e produttiva della sua stessa cultura”.

Il concerto all’Aquila sarà preceduto da un’introduzione curata da Gianluca Sulli e dal M° Carlo Goldstein, il quale oltre ad essere una delle migliori bacchette del panorama musicale italiano, in passato ha collaborato con il Centro di Studi YUVAL (centro di studi internazionale sulla musica ebraica che fa capo all'Università di Gerusalemme) per studi e ricerche sui compositori ebrei europei e il loro destino nelle persecuzioni del XX secolo.

Nome di primo piano sulla scena musicale italiana anche quello di Federica Bortoluzzi, pianista milanese, molto apprezzata per la genuinità e chiarezza delle sue interpretazioni anche da musicisti e personalità di chiara fama come J.P. Luisada, V. Askenazy, e B. Canino, e vincitrice del Secondo premio e Premio speciale del Pubblico al Concorso Internazionale pianistico “Rina Sala Gallo” di Monza nel 2014.